Relazione di marzo-aprile

Carissimi soci e amici, il secondo bimestre dell’anno in corso ha visto una successione di eventi il cui punto focale è stato la stipulazione del patto di amicizia fra Würzburg e la città di Archimede. Dopo la firma dei due patti di collaborazione avvenuti fra le associazioni culturali nel 2017 – avvenuta a Würzburg il 24/8/2017 e poi a Siracusa il 14/11/2017 – finalmente il 26/3/2018 la firma fra la delegazione ufficiale della città bavarese e quella aretusea. In particolare, così recita il patto: sottolineare i legami storici che risalgono all’eredità culturale comune della dinastia degli Staufer nei secoli successivi, rileviamo la parallela vita di August von Platen nelle due città, poi il barocco e la pari appartenenza al patrimonio culturale dell’UNESCO. Infine va evidenziata la natura commerciale e imprenditoriale delle due città con riguardo ai motivi artistici, turistici ed artigianali che favorirebbero gli scambi commerciali fra i due territori. Pertanto le cittadine e i cittadini delle città di Siracusa e di Würzburg ambiscono ad un intenso scambio culturale ed economico. Per promuovere questo sviluppo confermiamo una Citizens’ Friendship City Affiliation tra Siracusa e Würzburg. Un evento? Se lo è stato, come speriamo, Giancarlo Garozzo e Christian Schuchardt hanno assunto un impegno non inferiore a quello cantato dal Carducci in Ça ira: E da un gruppo d’oscuri esce Volfango/Goethe dicendo. Al mondo oggi da questo/Luogo incomincia la novella storia. Scendendo a terra da tale empireo, la novella storia di Siracusa potrebbe essere il fulcro di quel rilancio culturale ed economico fra le due città. Intanto, l’Acit ha saputo individuare due momenti essenziali tra le città, fin dal secondo dopoguerra. Anzi, lo scrivente, venerdì 15 marzo ha voluto revocare le condizioni della Germania- e di Würzburg in particolare, dopo il sanguinoso succedersi di bombardamenti su tutte le città tedesche, operato con forte violenza a Würzburg il 16/3/1945, e a Siracusa il 27/2/1943. Furono unite nel dolore, visto che Siracusa ebbe in quella data ben 55 morti, fra cui tanti bambini; mentre Würzburg ne ebbe 5000 (per fortuna, il nostro patrimonio culturale rimase quasi intatto, mentre il loro barocco fu fortemente devastato!). Eppure, fra il 1945 e il 1970, le due città ripresero a decollare, anche se Würzburg prese la strada del rilancio culturale e commerciale; mentre Siracusa, seguì la via industriale, che produsse effetti ambivalenti in materia urbanistica e ambientale. Ma torniamo alla visita della delegazione tedesca: Al di là della visita congiunta della città e dei non pochi momenti di comune convivialità, due appuntamenti vanno segnalati: lo splendido concerto di Pasqua, con voce recitante di Bibi Bruschi, con commento di Giovanna Marino e il coro polifonico Giuseppe De Cicco e la visita guidata del museo Paolo Orsi. Visita che non avrebbe avuto tanto rilievo senza il lodevole apporto di Dario Tota, assessore comunale alle attività produttive e e di Mariella Musumeci, direttrice del nostro museo. Come si dice, se son rose fioriranno….E qualche effetto lo vediamo di già, considerato che già il 1 maggio, nel corso della locale festa internazionale del 2018. un piccolo stand di Siracusa, è comparso a cura del prof. Dr. Horst Schäfer-Schuchardt, presidente della locale sezione della Dante Alighieri. Nel mese di Aprile, nondimeno, abbiamo ripreso le attività culturali; il 13 aprile, Roberto Fai ha tenuto una pregevole conversazione su Heidegger antisemita?, che ha messo a fuoco ciò che rimane ancora di valido del grande filosofo, malgrado il suo dubbioso ruolo in politica. Il 20 aprile, invece, è ripresa la pratica dei film di contenuto italo/tedesco, con il film più interessante del secondo neorealismo, La ragazza in vetrina (1961) di Luciano Emmer. Qui abbiamo visto un aspetto non indifferente dell’emigrazione italiana nel nord-europa negli anni ’60. Infine, il nuovo caffè letterario, dove lo scrivente ha esaminato il testo e il contesto di un un libro che, dall’ottobre del 2017 al febbraio 2018, ha primeggiato nella classifica dei libri più venduti in Germania, Tyll di Daniel Kehlmann. La intrigante mistura dei due miti tedeschi – il Tyll Eulenspiegel e il Simplicissimus – calati nel contesto della Germania della guerra dei trent’anni, motiva il successo del romanzo storico in esame, cui fra le righe forse è possibile ritrovare un sottile rigurgito dello spirito nazionalistico tedesco, non lontano dalle scelte operate a fine ‘800 da Richard Strauss, che di tale personaggio fa il protagonista di un memorabile poema sinfonico. A noi, però, piace ricordare il bel film, oggi quasi introvabile, di Gèrard Philipe – Le diavolerie di Tyll (1956) – che lo vide nei panni di un rivoluzionario popolare, tipo Robin Hood, alla guida di quella rivolta dei pezzenti che portò alla repubblica l’Olanda nel 16° secolo, dopo la guerra alla tirannide spagnola di Filippo II. Ormai, però, incalza maggio con le tragedie greche e giugno con Federico di Svevia. E dunque arrivederci a questi prossimi eventi.

                                                                                    Il presidente

                                                                                  Giuseppe Moscatt

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