Relazione settembre – ottobre

Carissimi soci e amici, i primi mesi dalla ripresa delle nostra attività dopo la pausa estiva, sono state focalizzati alla attuazione del secondo progetto concreto delle relazioni fra Italia e Germania, fine essenziale del nostro statuto e dello stare insieme. Cessato con successo l’iniziativa della istallazione della stele in memoria di Federico II e della sua famiglia nell’area del Castello Maniace; abbiamo ripreso l’iter verso il gemellaggio con la città di Würzburg, in Baviera, suggellato dalla stipula del Patto di amicizia fra i due Comuni avvenuta il 29 marzo c. a. In ottemperanza alle clausole di reciproca conoscenza far le due Comunità e per rendere la visita di quella comunità – alquanto numerosa, composta di circa 14 componenti, fra cui vari consiglieri comunali, il sindaco e il vicesindaco – ci siamo recati in delegazione a Würzburg fra il 1 e il 7 ottobre scorso. Ne faceva parte lo scrivente, la gentile consorte nostra segretaria Enza Salamone, il prof. Baronessa, consigliere direttivo, il dott. Rosano, presidente della locale associazione Noi albergatori con la sua gentile consorte, nonché il dott. Raffa, in rappresentanza dei soci. Sono stati invitati naturalmente i rappresentanti del mondo politico culturale ed economico della città, ma il loro silenzio e i loro rinvii decisionali non ci hanno però impedito di partire. Il viaggio è stato veramente produttivo: non solo siamo stati accolti dei consiglieri La Rosa e Pecoraro e dal sindaco Schuchardt con un fervore unico e un assistenza peculiare quasi da farci vergognare per il predetto silenzio, ma anche abbiamo intessuto seri accordi di scambi culturali con il Comune e l’ ufficio Europa; col Vescovato, per un loro pellegrinaggio estivo per onorare S. Lucia, vari stages con la locale Sovrintendenza, con il Museo, con l’Unione alberghiera e i ristoratori. La feconda presenza del dott. Rosano ha aperto le porte del mondo economico siracusano, senza contare la fruttuosa accoglienza del consiglio comunale che ci ha dedicato una mattinata del loro lavoro. Inoltre, abbiamo in corso ipotesi di gemellaggio fra scuole e club services, due realtà che sproneranno di certo il nostro reciproco cammino. Il 18 novembre, poi, è previsto una grande incontro politico e culturale riservato a tutti gli appartenenti alla grande comunità delle città di pace che Würzburg annualmente convoca, a quella data invero perché è la data europea della fine della 1° Guerra Mondiale. Siracusa parteciperà in persona del suo primo cittadino? La speranza è l’ultima a morire….. Nondimeno, il programma ordinario nel bimestre in esame si è dedicato al ricordo di due eventi fondamentali che quest’anno tutto il mondo italo tedesco ha avuto modo di celebrare, l’80° anniversario delle leggi nazifasciste antirazzista e il 50° anniversario della morte di Romano Guardini. Il primo evento ha avuto due momenti, il 14 settembre la lettura di un ampio capitolo dell’opera di J. Marabini, La vita quotidiana a Berlino sotto Hitler, del 1987, riedito dal Corriere della sera, lo scorso anno. Una analisi cronachistica della vita a Berlino, tra il 1933 e il 1945, dove è esposta giorno per giorno quella triste storia. Dopo la crisi dell’età imperiale, culminata nella dolorosa sconfitta della Grande Guerra, passata poi la sbornia anarcoide della debolissima repubblica di Weimar, scoppiata la gravissima crisi economica del ’29, ecco sorgere il mostro nazista, per alcuni la fine del mondo civile – e avevano ragione – che appariva peraltro la salvezza per la classe media, tartassata dalla crisi del capitalismo liberale ed esposta a ogni possibile rischio causato dagli eccessi di una democrazia priva di coesione sociale, dove gli scandali e i contrasti fra i partiti di Governo, accompagnati da una corruzione politica ed economica, indebolivano le classi produttive, ridotte a chiedere più ordine, più certezza nei risparmi, soprattutto più sicurezza sociale. Ecco allora l’uomo, anzi la classe che avrebbe risolto il problema, magari eliminando coloro che sembravano i profittatori di quella realtà, la categoria più privilegiata, più intelligente, più furba….. Al Capitolo III, la notte dei cristalli: Schact, un buon economista, ma anche un debole gestore del debito pubblico troppo legato alla finanza internazionale; diplomatici che non battevano i pugni nelle istituzioni internazionali; ministri ubriaconi, generali da operetta: giornalisti pagati per dare false informazioni. Eccoci, allora al 1938, la prima purga dopo la presa del potere: fuori tutti i primi alleati dei nazisti, rottamati gli amici, scaricati i residui del vecchio impero, avanti tutta per la nuova classe dirigente, Goebbels, Keitel e Göring, tanto per fare qualche nome, ma anche il morbido von Ribbentrop, nomi che leggeremo durante gli eventi di guerra e poi a Norimberga nel 1945. Quindi la giornata particolare quando Hitler sbarca a Roma dal compare Mussolini, dopa avere invaso l’Austria, il 6 maggio 1938, evento assoluto per i due dittatori, la loro apoteosi, ma la più grande disgrazia avvenuta per il nostro Paese. E in quell’anno la nascita e lo sviluppo dell’aviazione militare tedesca, lo sventramento di Berlino e la sua ricostruzione nello stile neoclassico ancora visibile dopo i terribili bombardamenti degli anni successivi. Il momento più alto del degrado della nazione è il 10 novembre, la c. d. Notte dei Cristalli, la grande persecuzione degli ebrei, che fra il 1933 e il 1938, pur vessati da ogni parte, pur privati di tutti i diritti civili, verranno confinati in ghetti, perderanno giorno dopo giorno la loro umanità, potendosi allontanare dalle loro case e dai loro beni, nonché dalle loro antiche sinagoghe, portandosi soltanto dietro il 5 per cento dei loro averi. Almeno cinquecentomila persone che preferirono restare e condannati, già dalla notte del 9 novembre, ad assistere alla loro caduta, in attesa dell’internamento nei campi di concentramento e al finale loro sterminio. Lo storico italo francese Marabini ci ha fornito un quadro naturale dell’indifferenza dei berlinesi, le paure di repressione per un maldestro tentativo di uccidere il Führer proprio dopo quel tragico novembre, fino alla farsa diplomatica del Patto di Monaco, dove i quattro firmatari recitarono a soggetto per una pace non voluta. E Mussolini, con vigorosa superficialità, si produsse in analoghe leggi italiane. Tema che abbiamo voluto riproporre riprendendo un film poco noto del grande Ettore Scola, Concorrenza sleale, del 2001. Qualificarlo fra i film di seconda fila ci è sembrato una svista della critica: i diversi quadri dell’azione, fondata su una controversia non solo economica fra due famiglie di commercianti romani, lungo quel dicembre 1938, sanno di Bergman e di Fellini, i due maestri del regista romano recentemente scomparso. Già Nella giornata particolare e nella Famiglia, i due suoi capolavori, aveva esaminato il tema del confronto di idee e delle tradizioni sociali, qui ulteriormente aggiornato dall’errore commesso dal regime fascista, perfino superiore all’entrata in guerra di 2 anni dopo. Il tradimento dei chierici – parecchi ebrei italiani avevano collocato il Duce alla conquista del Potere – e i connessi effetti economici sull’economia – molti ebrei appartenevano alle classi medio alte – peseranno negativamente sulla gestione della guerra, a parte l’evidente disumanità della persecuzione, peraltro avvenuta con eguale o addirittura superiore indifferenza degli italiani cattolici. Indifferenza dei credenti per la fede in Cristo che fu la molla per Romano Guardini, giovane sacerdote tedesco di origine italiana che nel 1918, gli fece scrivere che era incominciato un evento di incalcolabile portata: la Chiesa si ridesta nelle anime. Affermazione che Marina Gullo ci ha introdotto per capire il suo pensiero a 50 anni dalla morte. Per noi che siano andati in Baviera recentemente, in tutte le chiese il ricordo del suo ruolo centrale nell’attuale storia della chiese cattolica non è stato dimenticato. Marina, come molti teologi italiani e tedeschi, partendo da una lettura sociologica della liturgia, perfino da un etica che a questa prelude, ci ha dato il metro del suo esistere da cristiano e cattolici: vivere il mondo accettarlo fin da se stessa però senza assimilarlo completamente, oppure senza chiudersi. Vivendo alla giornata, camminando sul filo del rasoio, ma con una bussola, cioè Gesù Cristo. Ecco l’essenza del Cristianesimo: né un Cristianesimo senza redenzione; né un Cristianesimo sotto assedio secondo un neotomismo conservatore, nostalgico oramai quasi pedante. Accettare noi stessi, respingendo il mondo secolarizzato e con la speranza di discernere e rivedere ogni evento con occhiali speciali. E’ un messaggio duro quello di Marina ridice che Papa Francesco ci ripete ogni volta. Essere nel mondo, non essere del mondo, come disse proprio Gesù.

Avv. Giuseppe Moscatt

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